Scrivere olistico #3:  Sì, ma… cosa scrivere??? Pensiero olistico #44.

Durante l’estate 2021 ho avuto il piacere di leggere un saggio di uno scrittore che in passato mi piaceva molto (ON Writing, di Stephen King).

On Writing spiega in sintesi come approcciarsi al mondo della scrittura.

Questo saggio mi ha dato spunto per alcuni pensieri olistici che potessero consigliare come cominciare a scrivere a persone che hanno cominciato un percorso terapeutico (e si trovano in difficoltà a mettere per iscritto le loro sensazioni, come è successo a me all’inizio).

Credo che la scrittura sia un’arte che possa essere allenata, guardando dentro di sé e prendendo spunto da tutto quello che ci succede durante il giorno.

È importante sapere, prima di cominciare a leggere questa serie di pensieri olistici, che non sono uno scrittore o uno psicoterapeuta (non nel momento in cui scrivo, almeno) e che le parole che Vi ritroverete a leggere sono frutto di esperienze personali e non di indicazioni terapeutiche.

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Brand New day - Feb 2019 - Lorenzo Benetti

Pensiero Olistico #44.

Scrivere Olistico #3. Sì, ma cosa scrivere?

Per parlarvi della difficoltà a scrivere, oggi vorrei raccontarvi com’è andata la stesura del primo pensiero nel mio percorso terapeutico.

Bene, immaginatemi seduto. Ho finalmente preso coraggio.
Ho preso il mio bel pc e aperto la mia applicazione che mi permette di scrivere.
Sono pronto. Determinato.

Sì, ma cosa dovrei scrivere?

Sono lì che guardo quella pagina bianca, con quel cursore che lampeggia come a volermi dire: “c’avrei da fare più tardi, non è che puoi cominciare a buttare giù due cose e portiamo a casa il risultato?”.

Vi dico la verità: mi sembrava di essere sopra una scala (e soffro di vertigini).
Quindi, ho veramente preso coraggio, ho cominciato a scrivere e tutto fiero ho letto mentalmente quello che avevo tentato di scrivere in mezz’ora: “oggi stanco”.

C’è da dire che se oggi riesco a scrivere qualcosa di me, lo devo a un percorso in varie tappe.
Infatti, ancora prima dei pensieri olistici una buona insegnante è stata, ed è tutt’ora la pittura. Da quando ho cominciato a dipingere associo colori ad emozioni, o ancora meglio, a quale stato d’animo provo in quel determinato giorno. Potremmo definirlo una sorta di diario, dove i colori sostituiscono le immagini. Come daltonico la “difficoltà” è stata doppia: dovevo trovare i miei colori da associare alle varie emozioni, dargli un nome e verificare se a quel colore potevo associare l’emozione provata.

Inizialmente credevo che scrivere come nei fantasy o della vita altrui potesse sembrare più semplice: “Il figlio del mio amico oggi ha fatto/visto…” “Eh, ma (nome maschile a caso) è più bello/intelligente/magro/di successo di me”. “Lui (nome di bipede maschile a caso) ha preso la macchina nuova”, e avanti così.

Guardando quella pagina bianca, il cursore lampeggiante sembrava che mi sfottesse dicendomi: “Successo niente di interessante oggi, vero?”

Poi ho scoperto che “l’ispirazione” può venire da qualsiasi cosa.

Torniamo al “io sono stanco” di prima. Quattro anni fa ero capace di scrivere solo queste 3 parole ma ora, dopo un po’ di sano allenamento, riesco ad entrare più in sintonia con il mio “interno”.
Vi racconto una cosa successa quest’estate: “una mattina ero così stanco che sentivo le gambe gelatinose, dentro la testa sembrava che avesse aperto una scuola di danza specializzata in tip tap per elefanti, e che stessero svolgendo il corso in quell’esatto momento. Come avrete capito, mi sentivo male. Ho deciso di andare a nuoto e questo in 40 minuti mi ha rigenerato, sopratutto perché ho basato l’allungamento sulla respirazione e l’allungamento articolare.”

Già da questo breve testo posso leggere una possibile risoluzione al problema (infatti dovrò verificare in futuro se sia riproponibile). Ma mi era rimasta una domanda: Perché mi sentivo in questo modo? Ho ricercato la risposta nella mia agenda: “sveglia alle 6.45, colazione, parti da Albignasego per andare in banca a Mestre (ho ancora il conto lì causa mutuo), dalle 10 alle 13 studio, mangio, poi lavoro dalle 14 alle 20.30 a Dolo, poi a casa, cena e via a letto”.

Secondo Voi alla fine ho scritto che ero stanco o fresco come una rosa idratata dalla rugiada mattutina?

Per finire, ecco altri media che mi fanno collegare le sinapsi cerebrali:

Tv. programmi televisivi: è veramente pieno di idoli da idolatrare?
Musica. Perchè mi piace una canzone e come mi fa sentire?
Conoscenti/amici/capo/ecc. Quali sono i pregi e difetti di Ognuno? Cosa mi fa arrabbiare/amare di Loro? Invidio qualcosa?
Romanzi o Saggi. Cosa mi lasciano una volta finito? Capisco quello che dicono? È tutto vero (per me) quello che scrivono gli Autori?

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Lorenzo Benetti

Lorenzo Benetti, Massofisioterapista iscritto all‘albo speciale nr. 45, Massaggiatore Sportivo, Riflessologo. Cod.fisc BNTLNZ83B27D325T,

 P.IVA 03723580274

Lorenzo Benetti Masso Fisioterapista riflessologia posturale biodinamica massaggio sportivo riabilitazione Albignasego Abano Terme Camponogara Due Carrare Dolo Mira Fossó Pianiga Maserà di Padova Casalserugo Stra Legnaro Fiesso d’Artico Padova Sud Guizza Riviera del Brenta Selvazzano Dentro Ponte San Nicolò Vigonza Mirano cervicale lombare epicondilite ginocchio anca stress diaframma

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