Farmaci indicati dal medico, massaggi classici, esercizi, Osteopatia e altre tipologie di trattamenti (manuali e farmacologici). Ma il dolore non passa! E ora? Cosa possiamo fare? Tenerci il mal di schiena?

Il dolore non dev’essere il Vostro normale modo di vivere.

I disturbi in questa zona del Nostro corpo in realtà hanno origine da componenti multifattoriali: movimenti scorretti, problemi psicosomatici (quali ansia, stress, eccessivo senso del dovere), peso eccessivo, allergie, sono solo alcuni dei sintomi che provocano un eccesso di tensioni a livello muscolare: viene ridotta la vascolarizzazione (il nutrimento a livello circolatorio), il tono muscolare cambia e perdiamo in elasticità. La rigidità (o la debolezza) muscolare fa lavorare male le vertebre, che come conseguenza provoca i problemi di cui abbiamo parlato nello scorso articolo.

Il punto di vista Olistico può tornarci utile per trattare questa problematica in modo più ampio: dopo aver visto negli scorsi articoli (il primo e il secondo → aggiungere link) il piano fisico, andiamo a vedere come il Nostro corpo si comporta dal punto di vista degli altri lati del Triangolo della Salute:

 

 

Sommario

L’APPROCCIO PSICOSOMATICO

Riuscire a comprendere che i malanni fisici dipendono anche da disarmonie psichiche è molto importante, e questo ci insegna che la possibilità di ritornare in piena salute è nelle nostre mani. Ecco perché è molto importante analizzare che cosa riusciamo a tollerare e cosa no, che responsabilità siamo davvero disposti a prendere e invece quali no”. https://psicoadvisor.com/psicosomatica-e-mal-di-schiena-1284.html

Immaginiamo la Nostra colonna vertebrale come un sostegno di Noi stessi, che dev’essere solido ma flessibile. Dobbiamo essere sempre perfetti, con un forte senso del dovere: il Nostro corpo accumula e ci blocchiamo la schiena.

Per spiegare meglio il meccanismo di comparsa di questa problematica, il dottor Alexander Lowen, nel suo libro “Bioenergetica”, illustra la zona lombare come il punto di incontro fra due forze opposte che creano stress. Una è la forza di gravità, che parte dall’alto e ci carica con senso del dovere, pressioni, sensi di colpa, ecc. L’altra è data dalle gambe, che ci permettono di muoverci e sorreggono il peso che arriva dal resto del corpo.

Un soggetto normale ha nelle gambe (e soprattutto nelle ginocchia) la zona che assorbe gli shock dell’organismo e cede se lo stress è troppo grande. Per Lowen, “quando nella personalità è presente l’ansia di cadere le ginocchia perdono questa funzione. Se le gambe sono sciolte e flessibili la pressione dall’alto si trasmette alle gambe e si scarica al suolo. Ma quando una persona blocca le ginocchia e irrigidisce le gambe contro la pressione, la rigidità si estende verso l’alto e coinvolge l’osso sacro e le pelvi. Tutta la pressione si localizza nella zona lombosacrale, che diventa vulnerabile alle offese.” Oltretutto, in questa zona, sono anche presenti le ghiandole surrenali (situate sopra i reni), che secernono gli ormoni che mobilitano l’energia del corpo per reagire alle situazioni di tensione. Il loro funzionamento accerta il grado di stress all’interno del corpo. Ma se irrigidiamo la schiena anche queste ghiandole possono funzionare meno. Lowen infine ci fa presente che il pericolo maggiore al superamento del dolore è dovuto proprio alla paura del dolore stesso. Si crea una specie di circolo vizioso in cui la paura crea tensione e la tensione crea ancora più rigidità. Se pensate a quest’ultima frase è molto strano che si arrivi al punto di “steccare la schiena” con panciere o quant’altro o arrivare ad operare: come visto più volte, il problema sta nella tensione muscolare, e quindi, riacquistando la mobilità si ridurrà anche il dolore. Come ci insegna Lowen, il lavoro sarà finalizzato a ritrovare la mobilità delle ginocchia, lasciar cadere le spalle, non tirare indentro i muscoli addominali e imparare a respirare. Praticamente il contrario di quello che ci insegna la società, con il suo “spalle in fuori, pancia in dentro e trattieni il respiro”.

Altre motivazioni le ritroviamo nel libro “Metamedicina” della dott.ssa Claudia Rainville. Secondo Lei, chi ha spesso dolori in questa zona è arrivato al limite di sopportazione nel sostenere qualcosa (debiti, lavoro pesante, perdita del lavoro, insicurezza, ecc.). Possono essere impotenze o difficoltà a cambiare qualcosa nella Nostra vita, o insicurezza sul piano materiale. Il Nostro corpo presenta sintomi che sono il modo di esprimersi del Nostro inconscio, e nel Mal di schiena possono essere associati problemi come depressione, paura, ansia e stress. Questi creano pesi che ci rendono meno flessibili e gravano sulla nostra colonna, impedendoci di stare dritti nei confronti dei problemi della Nostra vita. Anche la dott.ssa Rainville ci ammonisce sul fatto che dovremmo ascoltarci di più e chiederci quali siano i sintomi associati al Nostro mal di schiena, perchè ognuno ci dà una visione più specifica del problema. Per esempio: rigidità e blocchi improvvisi generano rigidità (che si traduce con il trattenere o rifiutare qualcosa), con la conseguenza nel piano fisico di sopportare di piegarci e abbassarci a fare qualcosa per Noi o per conto di altri.

APPROCCIO ALIMENTARE

Come già visto nel seguente articolo, il Mangiare Meglio ci aiuterà a perdere peso e non gravare con dei carichi eccessivi a livello della zona lombare. In questo caso, è sempre bene rivolgersi a un nutrizionista o dietologo per farsi prescrivere/consigliare una dieta (per la perdita di peso evitiamo il fai da te). Inoltre, scuole di pensiero come quella della Kinesiologia, ci insegnano che anche allergie o intolleranze a livello alimentare possono manifestarsi a livello muscolare. Stiamo molto attenti anche a problematiche a livello di intestino: se questo si infiamma, essendo collegato per mezzo di una guaina (il perimisio) alla muscolatura lombare, può provocare il mal di schiena.

COME RIEQUILIBRARE IL NOSTRO CORPO?

Nella Medicina Olistica, e più precisamente nella Riflessologia, lavorando su una zona del corpo possiamo riequilibrare problematiche insorte in parti del corpo anche distanti.Proprio per questo potremo lavorare su altre zone che sembrano lontane dal sintomo.

Per recuperare il prima possibile il Vostro Benessere Vi consiglio i seguenti Trattamenti:

  • Una prima seduta conoscitiva per poter personalizzare al meglio i Trattamenti sulla persona, non sul sintomo.

  • Trattamenti Manuali: I trattamenti manuali aiutano a distendere la muscolatura e l’articolazione (potete leggerne di più qui). È passivo per la persona. Può essere usato anche come mantenimento.

  • Movimento. Il movimento è costituito da esercizi mirati che aiuterà il detensionamento della muscolatura e dove necessario andranno a rinforzare quei muscoli che si riveleranno essere deboli. Mantengono nel tempo il benessere nella persona, riequilibrando e riassestando posture scorrette.

TRATTAMENTO CON LA R.P.B.

La R.P.B. (Riflessologia Posturale Biodinamica) è una metodica di lavoro che ho sviluppato negli anni. 

Il lavoro che viene effettuato all’interno di una seduta è, ad esempio: 
  • La prima parte eseguita su zone e aree della colonna vertebrale, addome e piedi: qui si concentrano le maggiori rigidità e problematiche. Le aree e i punti da trattare sono personalizzati.
  • Nella parte di trattamento sintomatico è utile “l’eliminazione” dei Punti Trigger, punti che provocano il dolore, situati nel muscolo (che può essere trattato anche con il Miofasciale). Ogni mal di testa ha il suo muscolo associato, per citarne alcuni possiamo ricordare: il trattamento del trapezio può provocare sia cefalea temporale che occipitale, una cefalea situata in alto sulla testa può essere provocata invece da splenio del capo.
  • Può essere inoltre utile il Trattamento del Diaframma, che come abbiamo già visto è collegato con parti del corpo come la zona cervicale (quindi può essere causa di rigidità dei muscoli di questa zona e provocare come conseguenza il mal di testa). Respirare meglio può anche aiutarci a migliorare gli stati di stress , donarci un miglior rilassamento generale e migliorare la Nostra Postura.
  • Postura che ovviamente può essere migliorata o corretta con esercizi che, oltre a donarci una migliore elasticità e mobilità, stimolano endorfine con conseguente miglior sopportazione al dolore.

La Riflessologia Posturale Biodinamica permette di lavorare direttamente sulla causa del problema, grazie all’uso di una valutazione globale sul paziente (per personalizzare il percorso di Trattamenti) e delle migliori tecniche manuali della medicina occidentale e della Riflessologia. 

Per risolvere questa Problematica:

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