Il punto di vista Olistico può tornarci utile per il Trattamento di altre Cause che provocano il blocco di questo muscolo: dopo aver visto nello scorso articolo come si forma questa problematica vediamo come il Nostro corpo si comporta dal punto di vista degli altri lati del Triangolo della Salute.

I disturbi che si presentano Nostro corpo in realtà hanno origine da componenti multifattoriali, ovvero psicosomatici, alimentari, posturali.  Liberare il corpo da queste costrizioni ci aiuterà a correggere la Nostra Postura, migliorare la performance sportiva e recuperare vitalità e Ben-Essere.  

Sommario

Diaframma e respirazione in Psicosomatica

Lascio alle parole del dottor Lowen, contenute nel suo libro “Espansione e integrazione in bioenergetica”, spiegare l’importanza del respiro nella Psicosomatica.

La respirazione

Una buona respirazione è essenziale ai fini di una salute vibrante. Attraverso la respirazione, riceviamo l’ossigeno per alimentare la fiamma delle nostre combustioni metaboliche e queste a loro volta ci forniscono l’energia di cui abbiamo bisogno. […]

Se vi chiediamo di rendervi conto della vostra respirazione, è solamente per aiutarvi a riuscire a respirare facilmente e liberamente; con naturalezza, senza doverci pensare. […] Di norma, non dovremmo neanche accorgerci che stiamo respirando. Un animale o un bambino piccolo respirano correttamente e, per farlo, non hanno bisogno né di istruzioni, né di aiuto. Il modo di respirare degli adulti invece, tende ad essere disturbato da tensioni muscolari croniche che ne alterano e limitano la portata. Tali tensioni sono il risultato di conflitti emotivi formatisi nel corso della crescita.

Gli esercizi di respirazione sono di un certo aiuto, ma nulla fanno per alleviare le tensioni e ripristinare le modalità della respirazione naturale. Perché ciò avvenga, si devono capire tali modalità, si deve sapere perché vengono alterate e imparare ad allentare le tensioni che ne danneggiano il funzionamento naturale. […]

La respirazione è anche in relazione con la voce. Per emettere un suono bisogna spostare l’aria attraverso la laringe. E finché si emette un suono si può essere certi che si respira. Purtroppo, molti sono inibiti nell’emissione di qualsiasi suono. Taluni sono vittime dell’adagio secondo il quale i bambini dovrebbero essere visti, ma non sentiti. […]

Nell’attività bioenergetica vi sono altre due norme. Non trattenete il respiro. Lasciate che la respirazione si sviluppi spontaneamente. Se da un lato non vogliamo che forziate il respiro, vogliamo però che vi rendiate conto di quanto non state respirando. Se vi rendete conto che state trattenendo il respiro, emettete un suono. Fatevi udire.

Se emettete un sospiro, fate che sia udibile.

Se siamo pervasi di emozioni negative (rancore, rabbia, gelosia, ecc), il Nostro diaframma si “bloccherà” molto più facilmente, portandoci a tutte quelle fastidiose problematiche di cui abbiamo parlato nel paragrafo delle “cause”.

Il dottor Lowen ci spiega l’importanza del respiro, che è una delle componenti più importanti per il Nostro Benessere. Ma anche rivolgendoVi al miglior Terapista o avendo in mano i migliori esercizi di respirazione, non potremo mai aver dei buoni risultati se non ci ascoltiamo mentre siamo nell’atto di respirare.

Se impareremo a farlo, però, riusciremo a scaricare tutte le tensioni, sia muscolari che psicosomatiche, causate dalla vita frenetica a cui oggi siamo purtroppo troppo abituati. Eliminare queste tensioni ci porterà a migliorare anche il nostro stile di vita, sentendoci più energici e positivi.

Diaframma e Riflessologia

Come avrete potuto leggere già nel precedente articolo, il diaframma è collegato con varie parti del corpo. Molte volte però non è bene andarlo a trattare direttamente, per esempio se risultasse troppo dolente al tatto o la persona avesse una ipersensibilità in questa zona (solletico). In questo caso ci viene in aiuto la riflessologia. Per esempio, in quella plantare, prima effettueremo una valutazione dell’individuo, poi andremo a trovare la linea del diaframma (situata sotto il plesso solare, ovvero sotto le articolazioni fra il primo e il terzo dito del piede, bilateralmente) e potremo stimolare il diaframma indirettamente. 

Oltre ai metodi classici, che ogni bravo terapista conosce, potremo trattare questo punto lentamente, eseguendo (e così insegnando) una respirazione al Nostro cliente/paziente. In questo modo libereremo il diaframma da tensioni muscolo-somatiche e, unendo anche altri punti personalizzati sulla persona, doneremo un Benessere completo. Il trattamento di questo punto dev’essere eseguito sempre da personale preparato, per non creare peggioramenti invece che miglioramenti.

Esercizi di respirazione, seconda parte.

Nel primo articolo sul Diaframma abbiamo visto gli esercizi di base per il diaframma, ora passiamo ad utilizzare e a “sentire” la respirazione toracica. Eseguendoli riuscirete in poco tempo a sbloccare il Vostro respiro, portandoVi a tutti i benefici che Vi illustrerò in seguito.

È consigliato eseguire questi esercizi su un tappetino o una coperta a terra. Questi ausili vengono utilizzati per non creare troppa tensione a livello della colonna vertebrale.

Per poter eseguire questo genere di respirazione bisogna fare pratica e difficilmente riuscirete fin da subito, ma con calma e seguendo gli esercizi che vi elencherò tra poco, raggiungerete il vostro obiettivo in scioltezza.

La base comune di questi esercizi sono:

  • la posizione: eseguiremo gli esercizi a pancia in su, le gambe sono piegate (o ancora meglio, formano un angolo di 90° appoggiate su una sedia),

  • Le mani: una sulla pancia e una sul petto.

Eseguiremo ogni esercizio per un paio di minuti, con l’accortezza di non “eseguire il compitino”, ma cercando di effettuare ogni esercizio cercando di capire al meglio cosa succede al Nostro corpo.

La respirazione dev’essere così effettuata: 3 secondi inspirazione, 5 secondi espirazione.

Esercizio 4

In questo esercizio impareremo a sentire la respirazione toracica media. Appoggiamo le mani sulle ultime costole: in inspirazione sentiremo le mani allontanarsi, in espirazione le mani avvicinarsi (movimento che viene definito “a manico di secchio”). L’esercizio viene ripetuto per un paio di minuti. Questo tipo di respirazione viene utilizzata quando siamo sotto sforzo.

Esercizio 5

In questo esercizio appoggeremo le mani sul torace, in alto (per darvi un’idea, a livello del petto). In questo caso le mani si aleranno durante l’inspirazione e si allontaneranno nell’espirazione (questo movimento viene definito “a braccio di pompa”). Questa è la tipica respirazione che si presenta quando siamo in ansia o affaticati.

Esercizio “bonus”

Essere Zen” di Ezra Bayda è un libro che parla molto della pratica della meditazione, scritto per noi Occidentali. L’esercizio che Vi presento è perfetto sia come meditazione (tornando al discorso psicosomatico e ricollegandosi all’esercizio 5) e un ottimo esercizio di respirazione. Bayda lo chiama esercizio “tre per tre”. È inoltre un esercizio di autoascolto

In questa pratica si rivolge simultaneamente l’attenzione a tre diversi aspetti dell’input sensoriale per la durata di tre respirazioni complete. Per esempio, si può rivolgere la consapevolezza prima alle sensazioni connesse al respiro, poi, conservando tale consapevolezza, cominciare a includere le sensazioni tattili avvertite dalle mani che riposano in grembo. Quindi, mantenendo la consapevolezza del respiro e delle mani, la si espande ancora includendo la percezione del suono. Infine, si rimane consapevoli delle tre sensazioni per tre respirazioni complete.

Per avere un’idea della pratica ‘tre per tre’, provate a fare così.
Prima rivolgete la consapevolezza alle sensazioni prodotte dal respiro, assicuratevi di percepire le caratteristiche fisiche del respiro, non il pensiero della sensazione dell’aria sulla pelle. Percepite la temperatura e le caratteristiche dell’aria. Quindi, rimanendo coscienti del respiro e dell’aria,
espandete la consapevolezza alla sensazione di presenza nella postura. Rimanete consapevoli dei tre elementi (il respiro, l’aria e la postura) per tre respirazioni complete.

Potete ripetere l’esercizio per diversi cicli di tre respirazioni, usando diversi punti focali: i piedi, la sommità del capo, la bocca, la schiena o i glutei. Potete usare la vista (forme, colori, ombre) o qualsiasi sensazione o tensione corporea predominante. Lo scopo è prendere la consapevolezza, basata sulla realtà fisica, e mantenerla.
Fare esperienza comporta essere sempre consapevoli del respiro. Adesso aggiungete alla consapevolezza la sensazione senza abbandonarsi di nuovo al pensiero. Dirigendo la consapevolezza verso tre diversi punti focali si acquisisce un’esperienza più completa di ciò che sta accadendo in questo istante. Può essere difficoltoso, soprattutto all’inizio, ma ripetendo l’esercizio il contenitore della consapevolezza a poco a poco si amplia. (…) Senza cercare di eleggere nessuno di quegli aspetti a punto di riferimento, siamo testimoni del mondo sensoriale da una prospettiva lucida, attenta. Questo è fare esperienza.”

Aggiungo che, oltre a quello che ci ha detto Bayda, la consapevolezza durante gli esercizi ci farà capire meglio anche dove si sviluppano più facilmente fastidiose rigidità e/o dolori. Acquisire una maggior consapevolezza nell’ambito degli esercizi ci aiuterà a star meglio prima, capirci meglio e migliorare le performance sportive.

Per chi inoltre volesse raggiungere la respirazione profonda (che, fra le altre cose, permette il “massaggio degli Organi, il miglioramento della performance sportiva e abbassamento dei dolori) consiglio di rivolgersi a un Operatore qualificato (a Padova o Dolo) come un massofisioterapista.

Diaframma e Medicina Cinese 

Come abbiamo già visto nell’articolo precedente il diaframma è collegato con i vari Organi e Visceri grazie ai legamenti.  Quindi, se il Diaframma si “blocca” andrà a provocare delle problematiche a livello dell’Organo e viceversa. La nostra medicina ci dà tutte le chiavi per risolvere una problematica, ma molte volte non ci spiega  quale può essere la possibile causa. E qui entra in gioco la Medicina Tradizionale Cinese (da qui in poi M.T.C.), che ci può dare un’altra chiave di lettura dei vari problemi. Quello della M.T.C. è un argomento ampio: scopo di questa sezione vuole essere il far capire quali sono gli aspetti salienti di questa filosofia e come questi si collegano con la nostra filosofia occidentale.
Per la M.T.C. le problematiche si creano per colpa di eccessi o carenza di energia all’interno di un Organo. Questo perde la sua stabilità (omeostasi) e crea dapprima delle problematiche solo energetiche che a lungo andare possono creare danni funzionali fino a creare patologie all’Organo vero e proprio (e a tutte le “caratteristiche” legate all’Organo). Per esempio, vediamo ora il collegamento fra il Fegato, come viene definito nella M.T.C. e come questo possa essere spiegato con termini della nostra medicina. 

Fegato e Vescicola Biliare (Elemento Legno). In M.t.c. associamo quest’Organo alla Pianificazione, al prendere Decisioni, all’emozione della Rabbia.  Prendo come spunto per la mia spiegazione la Rabbia: parliamo di eccesso in casi in cui questa emozione viene scaricata verso l’esterno, oppure  di carenza se tendenzialmente ci teniamo tutto dentro o anche se non vogliamo far vedere il fatto di essere in disaccordo. Questo nostro modo di porci alla vita può provocare in noi sentimenti di frustrazione e farci provare ancora più rabbia perchè le cose non vanno come noi le avevamo programmate o non riusciamo più a prendere decisioni, o ci sentiamo stanchi, “sfibrati”. Tutto questo si traduce in contrazioni della muscolatura e problematiche legate a quest’Organo. Contrazioni e problematiche avvengono “grazie” ai legamenti che si “irrigidiscono” (in questo caso specifico i legamenti triangolari, coronario, falciforme e rotondo) Questi si collegano a diaframma, duodeno, reni, pancreas e colon creando a lungo andare problemi anche a questi.  

La M.T.C ( o Trattamenti come La Riflessologia Posturale Biodinamica) ci permette di andare a lavorare direttamente sulla causa del problema (che può essere, ad es., su Diaframma o il Meridiano del Rene).

Se volete saperne di più, Vi rimando al mio precedente articolo “Diaframma, muscolo della vita” (sezione “collegamenti”) e all’articolo sugli Organi nella M.T.C

Diaframma: Conclusioni e benefici.

In questo articolo Vi ho illustrato la Visione Olistica e perchè funziona nel Trattamento di questo muscolo così importante per il Nostro Benessere (e la Nostra Salute).

Trattare il Diaframma ci porterà a molti benefici:

  • Miglior Postura (miglioramento di ipercifosi, iperlordosi, scoliosi)
  • Migliora la respirazione, quindi l’ossigenazione dei tessuti del Nostro corpo,
  • Aiuta la circolazione del sangue
  • Riduce stati psicosomatici (Stress, Ansia, Rabbia, Cefalee → Mal di Testa, …)
  • Nausee,
  • Vertigini,
  • Dolori Pelvici,
  • Mal di Stomaco, Problematiche Gastriche, Minzione, Stitichezza, … grazie al “massaggio” che il diaframma fa agli Organi.
  • Gonfiori, edemi, formicolii, ristagno di liquidi (o cellulite) alle gambe.

La Riflessologia Posturale Biodinamica mi permette di lavorare direttamente sulla causa del problema, grazia all’uso di una valutazione globale sul paziente (per permettere un percorso di Trattamenti personalizzato) e l’uso delle tecniche di cui Vi ho fatto esempio in questo articolo.

Vuoi scoprire come sbloccare il Tuo Diaframma e risolvere le problematiche associate?

Scrivimi, riceverai una risposta entro 24 ore.

Lavoro su appuntamento: dal Lunedì al Venerdì 14.30 - 20.30.

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