Notte di San Lorenzo (G. Pascoli). Notte di San Lorenzo. Pensiero olistico #22

Poesia

Ci sono molti aneddoti e curiosità riguardanti la notte di San Lorenzo, ma nessuno come G. Pascoli riesce a dare una spiegazione di come il Santo sia collegato alle stelle cadenti, e ce lo spiega nella prima quartina
 
 
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
 
Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
 
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
 
Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.
 
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
 
E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!
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Il Pensiero

È San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti!!!

Ho avuto modo di vedere un sacco di stelle cadenti nella mia vita, ma mai in questa notte definita magica.

Trovo alcune analogie con il Capodanno: tutte e due sono serate in cui ci aspettiamo qualcosa. Nel caso del Capodanno salutiamo un anno magari brutto, ci facciamo un sacco di promesse per l’anno dopo (che vengono più o meno mantenute) e ci lamentiamo se qualcosa è andato storto. E Speriamo che l’anno successivo qualcosa per magia cambi. 

Nella Notte di San Lorenzo nel Nostro inconscio speriamo di vedere le stelle cadere dal cielo, per esprimere un desiderio, perché speriamo che qualcosa cambi nella nostra vita.

L’esempio delle stelle cadenti mi porta al pensiero di oggi: sperare che un evento esterno possa cambiare la Nostra vita questo proprio non lo credo.

Speriamo che l’altra persona cambi, speriamo che la fame nel mondo non ci sia più, speriamo di non ammalarci, speriamo di non morire. Speriamo di sopravvivere. Speriamo che il Nostro futuro sia migliore del Nostro passato. Ci lamentiamo, sperando che qualcosa possa cambiare. Ci arrabbiamo, siamo tristi, gioiosi, gelosi. Sopportiamo il dolore, lavoriamo molto, perché “siamo forti”, “DOBBIAMO guadagnare”. E certe volte cerchiamo di reprimere queste emozioni, “per sentirci meglio”, “perché ormai è così”, “perché solo i deboli provano emozioni”, “perché non posso essere me stesso, devo adattarmi”. 

E se ci fosse un altro modo di vivere?

Provate a pensarci: si pensa poco al momento presente, al “qui e ora”. Questo è l’unico momento “reale” perché lo stiamo vivendo proprio adesso! Vivere in questo momento ci permetterà di sperimentare cosa sentiamo veramente, cosa succede al Nostro corpo. Ci permetterà di fare delle scelte (e dovreste sapere cosa è giusto o sbagliato per Voi) e di vivere appieno la Nostra vita.

 

E gustarci per esempio lo spettacolo delle stelle cadenti o dei fuochi d’artificio con gli occhi di un bambino, senza aspettarci niente più che non un gioco di luci e colori.

Brand New day - Feb 2019 - Lorenzo Benetti

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