Cefalea Tensiva: cos’è, cause e come risolverla?

Come già scritto nel precedente articolo, l’emicrania è una delle problematiche più diffuse e debilitanti, occupando il 19° posto (se consideriamo uomini e donne insieme).

Se parliamo di cefalea tensiva, possiamo confermare questo dato, affermando come essa sia presente tra il 30 e il 78% della popolazione italiana; ed è la più frequente e svariata tra tutti i mal di testa (cefalee). Ma quali sono le cause? Si può risolvere questa problematica?

Sommario

CEFALEA TENSIVA: ORIGINE E TIPOLOGIE.

La cefalea tensiva parte normalmente dalla zona posteriore del capo e si irradia verso le tempie; può inoltre diramarsi verso collo e spalle (può anche originarsi da queste zone, tanto che una volta si parlava di mal di testa occipito tensivo). Esistono inoltre 3 tipi di cefalea tensiva, che variano per durata e intensità diversa:

  1. Cefalea tensiva episodica sporadica: come dice il nome, è caratterizzata da episodi non frequenti. Gli attacchi possono essere al massimo 10 all’anno con una frequenza di una volta al mese. L’intensità del dolore non si presenta come pulsante, ma i pazienti descrivono una sensazione di “peso” o morsa”. È un mal di testa bilaterale, sopportabile (al massimo arriva ad essere di media intensità). È un mal di testa in cui possono essere associate, mai contemporaneamente fonofobia o fotofobia (rispettivamente insofferenza a rumori e luce). Al contrario, sono assenti nausea e vomito. Questo tipo di mal di testa può “farci compagnia” da 30 minuti fino a 7 giorni. Effettuare attività fisica non fa peggiorare il dolore e l’intensità degli attacchi.

  2. Cefalea tensiva episodica frequente. Rispetto alla precedente, gli attacchi si presenteranno con una frequenza maggiore, che va da 1 a 15 giorni massimo al mese, e per essere considerata tale non deve superare i 6 mesi complessivi annui, il tutto per almeno 3 mesi.

  3. Cefalea tensiva cronica. Il mal di testa è presente per più di 15 giorni al mese per oltre tre mesi e per più dei 6 mesi complessivi annui. L’intensità e il dolore restano uguali a quelle precedenti. L’unico cambiamento possiamo averlo nella sensazione di avvertire una piccola nausea.

POSSIBILI CAUSE

Una causa comune alla grande maggioranza delle persone colpite da questa problematica è il mantenimento di una posizione per lunghi periodi di tempo (nel lavoro, nello studio). Questo tipo di posizione può essere aggravata da tensioni di origine emotiva, quali stress e ansia, che variano in base al lavoro e ai sistemi di difesa che mette in pratica ognuno di Noi di fronte a quello che la vita ci mette davanti.

A livello anatomo-fisiologico, questa problematica si presenta per uno squilibrio di tutti i meccanismi che aiutano il Nostro corpo a decifrare i messaggi dolorosi.

FATTORI SCATENANTI E CONSIGLI

Un primo aiuto nel superare il mal di testa tensivo sta nel concedersi i giusti momenti di riposo o momenti di rilassamento.

Molti di voi si saranno inoltre accorti come il calore possa rilassare, al contrario del freddo che tende a irrigidire ancora di più.

Altri motivi possono essere il ciclo mestruale, sbalzi di temperatura, cambiamenti climatici.

Oltre a calore e al riposo, un altro aiuto ci viene dal diario del mal di testa, che consente al medico di arrivare ancora più velocemente e in maniera corretta a diagnosticare questa problematica. Il pericolo è infatti quello di diagnosticare una emicrania e procedere con il trattamento di quella invece della cefalea tensiva, con disagi e ritardi al ritorno alla normalità da parte del paziente.

CEFALEA TENSIVA O FIBROMIALGIA?

Molte volte queste problematiche possono essere confuse, in quanto presentano sintomi molto simili. Entrambe si presentano più facilmente nel sesso femminile, abbiamo fattori scatenanti simili ed è presente iperalgesia (dolore anche a una leggera pressione delle dita).

La grande differenza sta nella localizzazione del dolore: infatti nella fibromialgia il dolore muscolare è presente in tutto il corpo, nella cefalea tensiva (sopratutto quella cronica), questa è presente soprattutto a livello dei muscoli cranici e della zona mandibolare e cervicale/spalle (vedi sotto per saperne di più).

COME RISOLVERE? (TERAPIA MEDICA)

Per poter combattere questa problematica, la letteratura scientifica ci consiglia alcune tipologie di farmaci. 

Nella fase d’attacco utilizzeremo i FANS, ma in questo caso la letteratura medica ha potuto constatare che l’effetto di questi farmaci dura una media di sole due ore. Altri farmaci utilizzati in questa fase possono essere gli inibitori della COX-2.

Nella fase di profilassi, invece, si ricorre ad antidepressivi triciclici, miorilassanti, ansiolitici.

Questi farmaci sono consigliati solo nel periodo di attacco, in quanto a lungo andare possono creare assuefazione e altri effetti collaterali (ricordo che la prescrizione e il dosaggio di questi farmaci è a discrezione del medico). Oltre a questo, possiamo usare anche altri tipi di terapia. Nelle prossime sezioni vediamo quali sono i migliori.

Un altro aiuto dopo la fase di attacco può essere il Trattamento Manuale, come vedremo nelle prossime sezioni. 

Risolvere con i Trattamenti Manuali. RIFLESSOLOGIA POSTURALE BIODINAMICA (R.P.B.)

La nostra medicina ci dà tutte le chiavi per risolvere una problematica, ma molte volte non ci spiega quale può essere la possibile causa. E qui entra in gioco la Medicina Tradizionale Cinese (da qui in poi M.T.C.), che ci può dare un’altra chiave di lettura dei vari problemi. Quello della M.T.C. è un argomento ampio: scopo di questa sezione vuole essere il far capire quali sono gli aspetti salienti di questa filosofia e come questi si collegano con la nostra filosofia occidentale.
Per la M.T.C. le problematiche si creano per colpa di eccessi o carenza di energia all’interno di un Organo. Questo perde la sua stabilità (omeostasi) e crea dapprima delle problematiche solo energetiche che a lungo andare possono creare danni funzionali fino a creare patologie all’Organo vero e proprio (e a tutte le “caratteristiche” legate all’Organo). Per esempio, vediamo ora il collegamento fra il Fegato, come viene definito nella M.T.C. e come questo possa essere spiegato con termini della nostra medicina.

Fegato e Vescicola Biliare (Elemento Legno). In M.t.c. associamo quest’Organo alla Pianificazione, al prendere Decisioni, all’emozione della Rabbia.  Prendo come spunto per la mia spiegazione la Rabbia: parliamo di eccesso in casi in cui questa emozione viene scaricata verso l’esterno, oppure di carenza se tendenzialmente ci teniamo tutto dentro o anche se non vogliamo far vedere il fatto di essere in disaccordo. Questo nostro modo di porci alla vita può provocare in noi sentimenti di frustrazione e farci provare ancora più rabbia perché le cose non vanno come noi le avevamo programmate o non riusciamo più a prendere decisioni, o ci sentiamo stanchi, “sfibrati”. Tutto questo si traduce in contrazioni della muscolatura e problematiche legate a quest’Organo. Contrazioni e problematiche avvengono “grazie” ai legamenti che si “irrigidiscono” (in questo caso specifico i legamenti triangolari, coronario, falciforme e rotondo).

Se parliamo in termini solo sintomatici, la M.T.C. ci consiglia il trattamento dei punti della cefalea uniti a quelli della cervicalgia. Dalla mia esperienza, posso dire di avere dei grossi risultati unendo il trattamento delle cefalee con lo sblocco del diaframma, soprattutto nelle prime sedute.

Nella R.P.B. sarà utile, oltre il Trattamento di riequilibrio, la stimolazione di:

  • Parte interna del piede, dov’è situata la colonna vertebrale. È utile trattare tutta questa zona perchè, come abbiamo visto precedentemente, l tensioni possono essere presenti in tutta la schiena.

  • Alluci bilateralmente. In questa zona ci sono i punti riflessi dell’articolazione atlanto/epistrofea e del capo. Fare delle piccole rotazioni (se permesse, al di sotto della soglia di dolore) permetterà di sbloccare le articolazioni cervicali, senza trattarle direttamente.

  • Ipofisi: situata alla base del cranio, questa ghiandola fa parte del sistema endocrino e produce importantissimi ormoni (della crescita, produzione spermatozoi/ovuli, produzione di latte materno e funzionamento della tiroide e delle ghiandole surrenali). Può essere utile perciò trattare quest’area non solo per il mal di testa, ma anche per altri motivi, come insonnia, sbalzi d’umore e menopausa.

  • Esistono inoltre delle aree sulla schiena che si possono stimolare: a livello della 7a vertebra cervicale troviamo proprio l’area (sintomatica) collegata alla cefalea muscolo occipito tensiva.

Queste aree vengono di solito trattate nei casi in cui il dolore sia talmente forte da non permettere di trattare la zona direttamente.

QUALI MUSCOLI COLPISCE LA CEFALEA TENSIVA? TRATTAMENTO CON LA R.P.B.

Molte persone riferiscono rigidità o dolore muscolare, uniti ai sintomi che abbiamo elencato in precedenza. Infatti, questa cefalea può essere associata a una tensione a livello della muscolatura. I gruppi muscolari colpiti sono:

  • muscoli della fronte,

  • muscoli delle tempie,

  • muscoli masticatori e mandibolari (pterigoideo e masseteri),

  • muscoli cervicali (splenio del capo, sternocleidoccipitomastoideo e il trapezio).

Ognuno di questi muscoli si irrigidisce per posture o abitudini che eseguiamo abitualmente ogni giorno. Ad esempio, il libro “La terapia dei Trigger point”, ci dice che:

  • Massetere: postura avanzata della testa, respirazione cronica effettuata con la bocca, stringere o dirignare i denti, rosicchiare le unghie, stress psicologico, traumi causati da colpo alla testa, sedute lunghe dal dentista. I trigger point (punti dolorosi) possono attivarsi anche percéè collegati alla tensione di altri muscoli. Nel caso del massetere andremo allora a verificare lo stato di SCOM e trapezio.

  • Trapezio: per avvalorare la tesi delle posizioni ripetute nel tempo, questo muscolo si irrigidisce a causa di posizioni in cui la nostra testa è verso il basso ed è accompagnata da un sollevamento delle spalle. Anche traumi come il colpo di frusta possono creare rigidità muscolari. Il dolore creato da questo muscolo normalmente è nella parte laterale del collo, nella parte laterale del capo, mandibola e da metà schiena fino alla base del capo (passando lateralmente per la spalla)

  • Spleni: dolore che si irradia verso l’alto e fino alla base del collo. Inoltre provoca dolore al cranio, agli occhi.

La R.P.B. prevede anche il trattamento dei trigger point, che può essere effettuato in digitopressione, dopo un’attenta valutazione del paziente, in cui si cercheranno i muscoli in maggior tensione.

Altro importante alleato rimane l’allungamento muscolare, che permette al Nostro corpo di tornare il più possibile in una situazione di “normalità”.

Un “programma” di esercizi utile potrebbe essere questo. 

N.B. I gruppi muscolari descritti sono puramente indicativi, in quanto potremmo trovare trigger point in muscoli molto distanti da quelli descritti. Per i più curiosi, un esempio è quello del trapezio, che potrebbe “attivare” punti dolorosi nell’elevatore della scapola o nel sovraspinoso, che sono muscoli la cui azione è da ritenere facente parte dell’articolazione della spalla.

Può essere inoltre utile il Trattamento del Diaframma, che come abbiamo già visto è collegato con parti del corpo come la zona cervicale (quindi può essere causa di rigidità dei muscoli di questa zona e provocare come conseguenza il mal di testa). Respirare meglio può anche aiutarci a migliorare gli stati di stress , darci un miglior rilassamento generale e migliorare la Nostra Postura.

E se la cefalea non passa ancora?

La Riflessologia Posturale Biodinamica permette di lavorare direttamente sulla causa del problema, grazia all’uso di una valutazione globale sul paziente (per permettere un percorso di Trattamenti personalizzato) e l’uso delle tecniche di cui Vi ho fatto esempio in questo articolo.

Vuoi risolvere questa problematica?

Scrivimi, riceverai una risposta entro 24 ore.

Lavoro su appuntamento: dal Lunedì al Venerdì 14.30 - 20.30.

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