La stella polare. Come può aiutarci nel nostro percorso chiamato Vita? Pensiero olistico #27

La stella polare. Come può aiutarci nel nostro percorso chiamato Vita? Pensiero olistico #27

La stella polare è la stella fissa nel cielo, quella che permette a chi governa una nave di sapere sempre dove dirigersi. Anche se il cielo è nuvoloso, o ci sono altri agenti atmosferici che non permettono la visuale di questa stella, essa è lì, ad indicare la via.

La mia stella polare è l’essere solitario. Prima confondevo questa parola con la parola “solo”, che più che suo sinonimo, ho scoperto essere un suo contrario.

Ora ho capito che in questa vita posso vivere anche da solo, tutte le altre persone sono semplicemente delle compagne che decideranno di camminare una parte della vita con me.

È l’origine da cui poi partono tutti gli altri processi.

Capito questo possiamo collegare anche altre due questioni:

  • Esistono delle altre stelle che sono collegate alla stella polare. Anch’esse sono luminose, non sono sempre visibili. Se la stella polare è il faro, l’origine; queste stelle sono il mezzo che utilizziamo per permettere una giusta regolazione del fuoco: nel rapporto con gli altri e come risolvere i problemi, o semplicemente come mettere in atto il processo (nel mio caso) della conoscenza. Possiamo definirle i processi per dare “vita” all’origine.

    Ad esempio, il processo creativo può essere usato nella risoluzione dei problemi per trovare vie più “colorate” o è stato un mezzo per conoscere Alessio e la mia ragazza o altre persone. O per rendere lo studio meno piatto e monocolore.

    Lo studio mi è servito anche per rendere non solo fisico il mio lavoro, ma anche usare la testa e indirizzare le mani. Quindi, oltre a delle capacità manuali, sto aggiungendo (e acquisendo) un altro processo chiamato scientificità.

    Altra stella accessoria per me è il conoscere che è il fuoco che tiene accesa la mia vita. È stato questo uno dei motivi dell’inizio del mio percorso: il modo in cui mi rapportavo con il mondo (le risposte che davo agli stimoli esterni) mi ha portato a pensare che conoscere, studiare, imparare fosse sbagliato. Bastava fare, bastava produrre, bisognava avere uno status o lasciarsi andare, far vedere i propri risultati. Principi che mi hanno fatto perdere anche chi ero.

    → A proposito di questo, queste stelle possono essere anche pensate come i ruoli che sosteniamo nella vita di tutti i giorni: se pensiamo alla drammaturgia di Goffman, la stella polare equivale al retroscena, le altre stelle alla ribalta.

  • La questione della domanda/risposta o causa/conseguenza. Le risposte alle domande che ci facciamo molte volte risultano “finite”, non ammettono la formazione di un’altra domanda. Il problema qui sta nel fatto che non cerchiamo una controprova alle affermazioni che facciamo (per me ad esempio: “sono buono a nulla, quindi tutti mi vedono così”) ed è anche un modo per non entrare nella vera questione: la risposta che ci diamo è già suggerita (e contenuta) nella domanda.

    Quindi, se la domanda che ci poniamo fosse: “sono veramente così buono a nulla come dicono?”, la risposta non potrebbe essere altro che “sì, sono un buono a nulla, e se mi sento un buono a nulla allora sicuramente anche gli altri mi vedranno così”. Durante il mio percorso, ho capito che che in realtà il nostro scopo non è cambiare le risposte, ma bensì cambiare la domanda (e verificare la veridicità delle risposte che ci diamo, prima di essere sicuri del punto dove siamo arrivati). Cambiare il senso della domande è esso stesso la risoluzione del problema.

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Brand New day - Feb 2019 - Lorenzo Benetti

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