Il trattamento riflessogeno apporta tanti benefici e fra gli effetti più comprovati c’è la produzione e la stimolazione di endorfine.

Ma cosa sono esattamente le endorfine?

Fu intorno al 1970, grazie a degli studi su alcuni oppioidi esogeni (come la morfina), che si arrivò alla scoperta di recettori nel sistema nervoso centrale. Si ipotizzò infatti che non solo il cervello riuscisse a creare da solo queste sostanze morfino simili, ma queste erano prodotte anche nell’ipofisi, apparato digerente e surreni. Inoltre sono presenti anche recettori in tutte quelle zone dove possiamo sentire dolore (ad esempio la pelle, grazie ai nocicettori).

E’ possibile dividere le endorfine in quattro categorie: alfa, beta, gamma e delta.

Queste sostanze sono molto potenti: per produrre effetti equivalenti occorrerebbe una quantità di morfina trenta volte maggiore .

Le endorfine non sono solo importanti per aumentare la tolleranza al dolore, ma sono di aiuto nella regolazione del ciclo mestruale, nell’ appagamento dopo il rapporto sessuale, nella termoregolazione, nella regolazione del sonno e nella secrezione di sostanze (per esempio il cortisolo).

E’ sopratutto a livello del derma e dell’ipoderma che sono presenti diversi recettori collegati al cervello, attraverso i quali giungono informazioni dal mondo esterno: caldo/freddo (termocettori), dolore (nocicettori), modificazioni meccaniche (pressione, meccanocettori), propriocezione (propriocettori muscolari), equilibrio acido/basico (esterocettori viscerali), ecc..

L’operatore, grazie alla pressione esercitata nel trattamento, va a sollecitare i sensori che trasmetteranno un segnale nella zona stimolata, dando vita ad una reazione a catena che andrà a eccitare altri sensori, fino ad arrivare al cervello.

A questo punto il corpo produrrà sostanze chimiche allo scopo di calmare il dolore creatosi nella zona. Le sostanze in esame sono per l’appunto le endorfine, che fungeranno da analgesico e anestetico nelle zone dove sono richieste. Non c’è pericolo di una sovrapproduzione: infatti, se prodotte in quantità maggiore, sarà cura del corpo eliminare (in maniera naturale) l’eccesso.

Il trattamento riflessogeno aiuterà questi “laboratori chimici” a restare in attività, facilitando anche la prevenzione di malattie. Inoltre, si potranno riattivare anche laboratori che, a causa di traumi o inibizioni dovuti ad altri motivi, sono rimasti inattivi per molto tempo, riportando la zona (o più in generale l’individuo) da uno stato di staticità ad una dinamicità andata perduta.

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