Ernia?

Busti, fasce, corsetti sono utili?

Possono essere più o meno rigidi, a forma di fascia, corsetto e cintura. Che abbiano una forma o un’altra, questi ausili possono essere usati dalle persone che accusano dolori in fase acuta e/o abbiano un lavoro dove la loro schiena viene usata in modo errato.

Il corsetto avrebbe la funzione di proteggere e mantenere la lordosi lombare; limitare il movimento che può portare danni alla schiena e riduce il carico sui dischi.

A lungo andare il loro utilizzo può portare dei danni difficilmente recuperabili: problemi gastrointestinali da pressione, aumento pressione cardiaca, lesioni della pelle, perdita del tono muscolare, rigidità articolare e decalcificazione ossea (una delle cause che porta più velocemente all’osteoporosi).

Grazie a una ricerca scientifica eseguita intorno agli anni 2000 è stato evidenziato come il corsetto non ha nessuna efficacia nella prevenzione della lombalgia. In questa ricerca lavoratori che movimentano carichi son stati divisi in due gruppi, ed è risultato che quelli che non usavano supporti non mostravano particolari differenze nella presenza di dolore rispetto a quelli che invece li usavano (Wassel, 2000).

Quindi, cosa possono fare tutte quelle persone che pensavano di aver trovato nel corsetto una panacea a tutti i mali?

  • Conoscere meglio il proprio corpo e informarsi sul come si presenta il dolore può aiutare sia a prevenire il movimento dannoso che ad avere una vita qualitativamente migliore (infatti impara a usare al meglio il proprio corpo e gli strumenti di lavoro),
  • Esercizi di compenso studiati in base al lavoro della persona. Lavoriamo (almeno) 8 ore al giorno usando gli stessi muscoli, che proprio per questo si irrigidiranno: a lungo andare questo porterà la famigerata rigidità muscolare, articolare da una parte e ipotonia/ipotrofia (“muscoli flaccidi”) dall’altra,

Se la persona presenta poca mobilità il lavoro dovrà essere mirato al ritrovare elasticità con mobilizzazioni, chi ha poca forza dovrà potenziare, chi sarà “corto” dovrà allungarsi. Ogni serie di esercizi dovrà essere personalizzato sulla persona (età, tipo di lavoro, storia personale, ecc.).

Massaggio Posturale Endogeno.

Se la problematica di ernia non è passata con gli interventi classici è perché i Trattamenti non sono stati effettuati sulla vera Causa, ma su una conseguenza. È come avessimo lavorato per tutto il tempo su un buco su un muro di casa nostra, rattoppandolo con le più moderne tecniche. Dimenticandoci però che magari quel buco poteva essere creato da una perdita d’acqua o qualcos’altro. E finché non trattiamo quella perdita d’acqua, il buco potrà aprirsi ancora e ancora, mandando in malora migliaia di euro spesi per “fantomatiche tecniche moderne”.

É indispensabile allora che il terapista adotti una visione globale, in modo da capire e interpretare l’origine del dolore.

Con questo non voglio dire che il dolore dell’ernia non sia importante.

Oltre a questo bisogna però risalire alla causa del problema.

È indispensabile allora trattare l’individuo dopo un attento approfondimento della Vita della persona (stili di vita, lavoro, sport: tutti dati che servono per capire meglio di cos’ha bisogno la persona) per creare un Trattamento personalizzato, visto che tutti siamo diversi.

Bisogna rendersi conto che la problematica altro non è che una CONSEGUENZA che se trattata a sé stante potrà portare ad usura, alterazioni posturali (iperlordosi, cifotizzazione), e deformazioni ossee (ad es. artrosi, stenosi, ernie, spine ossee, ecc.).

Per risolvere la patologia che causa i problemi all’ernia e prevenire nel tempo è utile il Massaggio Posturale Endogeno, una metodica di lavoro che ho sviluppato negli anni. Questa metodica è utilizzabile anche in abbinamento con altri trattamenti, come trattamenti connettivali, massaggio sportivo, osteopatia e macchinari come la pressoterapia. Il Massaggio Posturale Endogeno permette di lavorare direttamente sulla causa del problema, grazie a una valutazione globale sul paziente (per personalizzare il percorso di Trattamenti) e l’uso delle migliori tecniche di massaggio (connettivale, miofasciale, massaggio trasverso profondo) e della Riflessologia (plantare, viscerale, metamerica).

Il Massaggio Posturale Endogeno permette di lavorare direttamente sulla causa del problema, grazie all’uso di una valutazione globale sul paziente (per personalizzare il percorso di Trattamenti) e delle migliori tecniche manuali della medicina occidentale e della Riflessologia.

Un esempio di lavoro che viene effettuato all’interno di una seduta è, ad esempio:

  • La prima parte eseguita su zone e aree della colonna vertebrale, addome e piedi: qui si concentrano le maggiori rigidità e problematiche. Le aree e i punti da trattare sono personalizzati.
  • Nel trattamento sintomatico è utile “l’eliminazione” dei Punti Trigger, punti che provocano il dolore, situati nel muscolo (che può essere trattato anche con manovre decontratturanti).
  • Può essere inoltre utile il Trattamento del diaframma che è collegato con parti del corpo come la zona lombare (quindi può essere causa di rigidità dei muscoli di questa zona e provocare come conseguenza il mal di schiena). Respirare meglio può anche aiutarci a migliorare gli stati di stress , donarci un miglior rilassamento generale e migliorare la Nostra Postura.
  • Postura che ovviamente può essere migliorata o corretta con esercizi che, oltre a donarci una migliore elasticità e mobilità, stimolano endorfine con conseguente miglior sopportazione al dolore.

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